Motta Sant’Anastasia e il suo Neck

MircoMannino/ Luglio 20, 2019/ Motta Sant'Anastasia, Provincia di Catania/ 0 comments

Amici di In Viaggio con Te, oggi vi mostro un piccolo comune della provincia di Catania, situato sul versante meridionale dell’Etna 🙂
Parlo di Motta Sant’Anastasia, un comune di 12 mila abitanti la cui caratteristica è unica in tutta Italia.
Sorge su un Neck lavico.
Cos’è un Neck lavico?
Sintetizzando, la rocca su cui il comune di Motta Sant’Anastasia sorge, originariamente era un cono eruttivo prodotto dall’Etna in epoca glaciale, circa 500 mila anni fa. Il materiale magmatico contenuto nel camino andò solidificandosi nel tempo, impedendo la sua fuoriuscita dal cono. Parallelamente a ciò, gli agenti atmosferici diedero vita a un progressivo processo di erosione del cono eruttivo esterno, facendo così emergere nei millenni il materiale magmatico solidificato contenuto all’interno.
Il Neck, appunto, alto 65 metri e costituito da basalti colonnari prismatici a sezione pentagonale o esagonale.

Dettaglio basalti colonnari

Ecco la caratteristica che rende unica Motta Sant’Anastasia: l’unico comune in Italia a sorgere su un Neck lavico! 🙂

Neck, dettaglio

Neck, dettaglio

L’unico altro esempio di Neck lavico in Italia è dato dall’isolotto di Strombolicchio, non molto lontano da Stromboli, nell’arcipelago delle Isole Eolie (ma nel mondo ve ne sono di diversi).

Neck, profilo

Abitazioni sul Neck

Sull’origine del nome Motta Sant’Anastasia non vi sono idee ben chiare. La parola “Motta” di per sé è associata a un luogo sopraelevato da cui poter controllare bene il territorio circostante. Difatti con l’occupazione Normanna, Ruggero D’Altavilla decise di realizzare su questa rupe una torre per controllare al meglio i propri possedimenti e l’area della piana di Catania. Lo stesso destino fu per le vicine città di Paternò e Adrano, dove sono presenti due castelli, realizzati sotto l’invasione normanna.

Motta Sant’Anastasia da lontano, veduta sulla rocca

La parola “Anastasia”, invece, ha origine bizantina ed è da associare alla Santa Patrona della città: Sant’Anastasia.
Noteremo che in Sicilia sono presenti diverse “Motta”, come per esempio Motta d’Affermo o Motta Camastra 🙂
Curiosità interessante è che nel 1300 questo castello passò di proprietà ad Enrico Rosso di Aidone, la stessa persona che attribuì il proprio cognome alla città di Monterosso Almo, cambiandone dunque il nome 🙂
Quindi cari lettori, ora che avete scoperto questa graziosa cittadina, fateci un salto se potete, perché merita davvero di essere vista se siete di passaggio da queste parti! 🙂

Tramonto

Ciao!

A te

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