Naxos

MircoMannino/ Agosto 17, 2019/ Giardini Naxos, Provincia di Messina/ 0 comments

Ciao a tutti amici miei! In questo articolo avrete l’onore di scoprire la storia della prima colonia greca ad essere stata fondata in Sicilia: la colonia di Naxos, in provincia di Messina. Buona lettura! 🙂

Plateia

Naxos fu fondata nel 735 – 734 a.C. da dei coloni provenienti rispettivamente da Calcide Eubea e dall’Isola di Naxos – l’odierna Nasso – da cui la colonia prende il nome.
Qualche anno dopo, attorno al 729 a.C., gli stessi coloni che fondarono Naxos fondarono Katane (l’odierna Catania) e Leontinoi (l’odierna Lentini).
La fondazione di Naxos avviene quasi in contemporanea con quella di Siracusa, avvenuta tra il 734 e il 733 a.C. Tuttavia, si sostiene che la prima colonia greca ad essere stata fondata in Sicilia sia proprio quella di Naxos.

Mura di fortificazione

Feritoia all’interno delle mura

Il fatto che Naxos fosse di origine Calcidese, quindi ionica e alleata con Atene, e Siracusa fosse di origine Corinzia, quindi alleata di Sparta, rese subito i rapporti tra le due colonie molto tesi, nonostante fossero ugualmente di matrice Greca. La città fu distrutta nel 403 a.C. da Dionisio I tiranno di Siracusa nella guerra contro Atene, di cui Naxos era alleata e i rispettivi abitanti furono venduti come schiavi.

Resti di abitati

Porta d’accesso

La prima colonia greca in Sicilia durò dunque trecento anni. I pochi che riuscirono a sopravvivere al traffico degli schiavi si rifugiarono presso dei villaggi situati sul Monte Tauro, situato poco sopra Naxos, abitati dai Siculi che praticavano l’allevamento e l’agricoltura. Negli anni a seguire fu fondata su quest’area Tauromenium, l’odierna Taormina.

Resti di abitati

L’area archeologica appare al giorno d’oggi come un piccolo tesoro grazie al quale gli archeologi hanno potuto analizzare la struttura urbanistica delle città arcaiche greche. La colonia è tagliata da tre grosse Plateie, attraversate ciascuna da degli Stenopoi, di cui complessivamente se ne contano 14 nell’abitato.

Nell’area si possono trovare, addossati sugli Stenopoi e nei pressi delle Plateie, diversi abitati o resti di abitazioni dell’epoca, realizzati interamente in pietra lavica.
Curiosa è l’area del temenos, di cui purtroppo sono rimasti dei ruderi e qualche accenno di basamento. Questo è il primo esempio di santuario di matrice calcidese in Sicilia. All’interno di quest’area vi sarebbero dovuti essere inoltre due templi, purtroppo non pervenuti ai giorni nostri.

Area del Temenos

Resti del santuario

Resti di domus, probabilmente destinata a un personaggio illustre dell’epoca

Arrivando all’estremità dell’area archeologica si possono notare le monumentali mura difensive della colonia, prospicienti sul mare. Se vi è la possibilità, si può inoltre attraversare le mura e fare due passi in spiaggia, ammirando la fortificazione di Naxos dall’esterno.

Mura difensive – resti di torre d’avvistamento

Mura difensive

Naxos ad oggi appare come una piccola testimonianza di un mondo non molto lontano dal nostro, fatto di guerre, conquiste e alleanze. Non molto lontano dunque da quello che succede ai giorni nostri. C’è chi dice che la storia sia una continua successione di eventi differenti tra loro, mentre c’è chi pensa che sia un ripetersi ciclico di eventi che si manifestano più volte nel tempo.
Io preferisco stare tra le due definizioni, senza abbracciare completamente né una teoria né l’altra.
E voi da che parte state?

A te

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