Osservando la Foce, ascoltandone la voce…

MircoMannino/ Marzo 2, 2019/ Provincia di Ragusa, Ragusa/ 0 comments

Tra le aree comunali di Ragusa e Scicli, in prossimità della costa, vi è uno dei rari esempi in Sicilia di Riserva Naturale Marina Protetta, dove la flora e la fauna sono conservate e salvaguardate nella loro integrità.
Sto parlando della Riserva Macchia Foresta del Fiume Irminio, un area di circa 130 ettari poco distante da Marina di Ragusa e Donnalucata.

L’area comprende al suo interno la foce del fiume Irminio – il fiume più lungo della provincia di Ragusa – che dopo un percorso di circa 52 chilometri, dalle falde del Monte Lauro va a sfociare nel Mar Mediterraneo.
Il risultato che si ottiene a livello naturalistico e paesaggistico è sorprendente.


Non appena si imbocca il sentiero naturalistico che conduce alla foce, si percepisce subito che ci si trova di fronte a un panorama unico nell’ambiente siciliano.
Ci si trova, difatti, letteralmente di fronte a un luogo selvaggio e mantenuto tale nella sua integrità, in cui l’uomo – paradossalmente –  è tenuto da lato.

E’ impossibile non notare gli alberi che crescono addossati gli uni sugli altri a ridosso della costa o sulle dune, la cui vastità si estende a perdita d’occhio;
E’ impossibile non notare uccelli di ogni specie che si librano nell’aria e nidificano sulle aree boschive a ridosso della spiaggia.
Infine, è impossibile non notare, passeggiando qui e là attorno alla foce, la presenza delle nutrie, specie introdotta all’interno della riserva.


Tutto questo, in cuor mio, mi infonde una profonda fiducia e speranza nel futuro.
Allora è vero, è vero che qui e là nel mondo qualcosa ancora viene mantenuta così com’è, nell’integrità e nel rispetto di ogni singolo elemento che compone e rende perfetto “Il tutto”.
E così, mentre scrivo questo articolo non posso non pensare alla canzone Pierangelo Bertoli… Ve la ricordate?

“… Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie…”

A te

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