Paura per una cultura diversa

MircoMannino/ Giugno 3, 2019/ Città tardo barocche del val di noto, Provincia di Ragusa, Ragusa/ 0 comments

Cosa vedete in questa foto?
Io ci vedo questo: integrazione.
Ho avuto la fortuna di lavorare in un locale a Ragusa dove viene messa in pratica l’accoglienza dei migranti. Non uno, bensì due ragazzi provenienti dal Gambia sono stati accolti in una realtà lavorativa dove il diverso è accettato.
E’ un piccolo passo avanti verso l’accoglienza in senso prettamente pratico, verso qualcosa che va oltre l’accoglienza: l’integrazione.

Purtroppo l’informazione che oggi ci governa è quella televisiva e non quella della vita reale. Dunque è più facile credere che siamo circondati da potenziali stupratori che da gente che vuole lavorare e vivere semplicemente una vita migliore.

“La verità
della tua mentalità
è che la fiction sia meglio
della vita reale”

Andando al nocciolo della questione, il fatto è semplicissimo: noi – abitanti d’Italia, abitanti d’Europa – siamo fortunati ad essere nati in un’area del mondo ricca, dove la possibilità di vivere la propria vita dignitosamente c’è, mentre in altre aree del mondo tutto questo non esiste. E’ ovvio dunque che prima o poi qualcuno, proveniente da aree più sfortunate, abbia deciso di migrare verso queste zone.
Tu, che leggi questo articolo, non lo faresti?
Così come accadde per gli italiani che emigrarono verso l’America, o i meridionali verso il Nord Italia…
E’ normale che un’altra parte del mondo voglia usufruire di questa torta ricca di ogni bene. Tuttavia, evidentemente a qualcuno il fatto di dover condividere questa torta di ricchezza con altri non va giù, perché se prima la fetta per ciascuno era più grossa, mano a mano ora diventerebbe sempre più piccola. In altre parole si andrebbe incontro a una condivisione e a una spartizione dei beni su scala maggiore.
E quindi che fare se non additare queste persone dicendo che sono sporchi, maleducati, criminali o possibili stupratori e spacciatori?

“Complici satelliti che
riflettono un benessere artificiale”

Pensate che tra tutte queste persone che dall’Italia emigravano – migliaia e migliaia – per cercare lavoro e condurre una vita migliore, non ci siano mai stati degli stupratori, degli assassini o dei completi fannulloni? (Anche perché in qualche modo qualcuno la deve pur aver portata la Mafia in America…)
E’ normale che, prendendo un grafico, bisogna tener conto di una percentuale che andrà incontro a questo destino, ma fare di tutta un’erba un fascio sarebbe come mettersi un bel paraocchi davanti e vivere di paura ogni santo giorno.
Perché questa è la politica che sta governando le informazioni da diverso tempo a questa parte: trasmettere la paura allo spettatore, la paura per il diverso, la paura di chi può esserci perfino sotto casa nostra.

– Frate, lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui Dante, Purgatorio XVI Canto

Ma non è sempre stato così il mondo, se non una distribuzione di forze ed energie contrastanti? Il bene c’è e ci sarà sempre su questa terra, così come il male, che ad esso si oppone. Così come l’onestà e la disonestà, la criminalità e la non criminalità, il benefattore e l’approfittatore… Tutto in un gigantesco equilibrio tra forze che si contrastano, quindi, perché tanto lamentarsi?
C’è e ci sarà il negro spacciatore e stupratore, allo stesso modo di come si possono trovare queste tipologie di persone tra i nostri concittadini. Tutto in una enorme bilancia che ora oscilla da una parte, ora dall’altra.
In fondo, errare è dell’uomo, che sia esso di carnagione bianca o nera.

“Se noi riconosciamo che errare è dell’uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia? Pirandello, Il fu Mattia Pascal

L’accoglienza da una parte quindi è ovviamente un rischio, in quanto non si sa mai chi sta entrando nel nostro Paese, ma dall’altra è semplicemente un’opportunità, un tesoro grazie al quale è possibile dare aiuto a qualcuno che necessita bisogno, dando vita, nel tempo, a un vero e proprio scambio di culture.

E trovo inopportuna
La paura
Per una cultura diversa
Che su di me riversa
La sua follia perversa
Arriva al punto
Che quando mi vede sterza

Impedire a qualcuno di entrare nel nostro Paese, o addirittura lasciarlo lontano dalla costa in un limbo di indecisione sul proprio destino è qualcosa che va veramente contro l’umanità.
Se un cuore che batte necessita di essere aiutato, indipendentemente da chi egli sia, io questo cuore lo aiuto, affinché esso continui a battere. Non aiutare queste persone o mostrare repulsione per esse, per poi allo stesso tempo piagnucolare di fronte a un gommone che affonda con centinaia di migranti a bordo, è semplicemente da ipocriti.

“And you who philosophize disgrace and criticize all fears
Take the rag away from your face
Now ain’t the time for your tears” 
Bob Dylan, The Lonesome Death of Hattie Carroll

 

” Sappi che non esiste nulla di irrimediabilmente chiuso, tranne forse i tuoi occhi” Farid al-Din ‘Attar, Il Verbo degli Uccelli

In questo scatto, in cui siamo ritratti io e i miei due colleghi del Gambia, tutta la negatività che si respira oggi io non la vedo. Vedo semplicemente delle persone che sorridono e che stanno bene. Non è questo, cari lettori, più che sufficiente a descrivere la foto? Cosa c’è di più importante nella vita, se non il sorridere e lo stare bene?
Se il piacere inoltre è condiviso con altre persone, questo allora è semplicemente meraviglioso. E se il sorridere non venisse solo dalle labbra, ma dall’anima, questo allora, cari lettori, è veramente impagabile.

Così, tra una battuta e l’altra, mentre scrivo questo articolo mi torna in mente la frase di chiusura de La Montagna Incantata di Thomas Mann, che vorrei condividere con voi:
“Chi sa se anche da questa mondiale sagra della morte, anche dalla febbre maligna che incendia tutt’intorno il cielo piovoso di questa sera, sorgerà un giorno l’amore?”

A te

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