Terravecchia

MircoMannino/ Luglio 2, 2019/ Giarratana, Provincia di Ragusa/ 0 comments

Sapevate dell’esistenza di una Pompei prettamente siciliana?? 🙂
Ebbene, in provincia di Ragusa vi è il sito di Terravecchia, l’antica Giarratana, andata distrutta dal terremoto del 1693.
Andiamo a scoprirla assieme! 🙂

Paesaggio

Cittadina costruita in epoca araba, rappresenta la prosecuzione di Casmene, una colonia siracusana costruita nel 644 a.C. sul monte Casale, a metà strada tra Buccheri e Giarratana e al confine tra la provincia di Siracusa e la provincia di Ragusa. Tale colonia, con l’invasione romana e la successiva invasione araba fu pian piano abbandonata in favore di Terravecchia.
Passeggiare lungo questa area archeologica, amici miei, è un’esperienza davvero unica. Sapete perché?
Perché all’indomani di quel catastrofico 11 Gennaio 1693, la cittadina di Terravecchia fu lasciata così com’era.

Resti di strada

Resti di masseria

Gli scavi, effettuati dalla provincia di Ragusa affiancata dall’ Universitè de Picardie, in Francia, hanno portato alla luce i resti sparsi qui e là dell’antico borgo.
Camminando per l’area archeologica si possono trovare distese sterminate di capitelli, decorazioni su colonna o perfino resti di pavimentazioni.

Resti di pavimentazione e di colonna

Basamenti per colonna

Decorazione

resti di pavimentazione e di colonne

Proseguendo l’itinerario, ci si imbatte nelle svariate carraie che percorrevano l’abitato e le colline di Terravecchia, fino a giungere ai ruderi del castello, estrema propaggine dell’abitato, dal quale si domina un incredibile panorama sull’altopiano ibleo e sulle collina circostanti a Terravecchia.

Carraia

Castello visto da lontano

Finestra ogivale

Paesaggio

Paesaggio

Scendendo dal castello ci si imbatte inoltre in due resti archeologici di notevole spessore sopravvissuti fino ad oggi: La Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di San Bartolomeo.
La prima, meglio conservata, preserva intatta la struttura muraria e le svariate arcate che la compongono, mostrandosi in tutta la sua bellezza.

Chiesa di San Giovanni, veduta dall’alto

Chiesa di San Giovanni, veduta esterna

Interno

Dettagio, resto di arco

Dettaglio

La seconda, vistosamente più danneggiata, lascia per lo meno intendere come fosse la sua struttura originaria. Camminando sui detriti si può notare un’immagine di San Bartolomeo appoggiata su un muro, a ricordare in onore di quale santo era stata edificata la chiesa.

Chiesa di San Bartolomeo, muro esterno

Interno

Immagine votiva di San Bartolomeo

Mura esterne prospicienti sul paesaggio Ibleo

Una cosa salta subito all’occhio quando si passeggia per Terravecchia:
– le innumerevoli mura di cinta che costeggiano tutto l’abitato;

– i materiali utilizzati per la realizzazione degli edifici: un’unione di pietra lavica (data la vicinanza con il Monte Lauro, un vulcano non più attivo) e di pietra calcarea.

Si può notare una lapide infissa nel terreno, scendendo dal castello in cima alla collina, in memoria del trecentenario del terremoto del Val di Noto, quel terremoto che sconquassò tutta la Sicilia Orientale.

A te

Video intero di Terravecchia:

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